La Storia del Borgo

Piccolo borgo abitato, Ripattoni svetta sulla collina del versante sinistro del fiume Tordino a 214 metri s.l.m.. Il suo nome, rinvenuto in alcuni documenti come Ripattone, derida da Ripa Actonis, ossia La Rupe di Attone e descrive la posizione del borgo situato su una rupe a strapiombo, possedimento di Attone di Todino, capostipite dei signori di Bellante. È incerto il periodo di fondazione, ma si presume anteriore all’anno 1000 – anno in cui risulta eretta Bellante – poiché si ipotizza che la posizione strategica di Ripattoni avrebbe assicurato la difesa di tutto il territorio.
Da fonti reperite presso l’archivio di Stato di Teramo, il borgo con la sua torre quadrata, risulta censito tra i possedimenti di Attone nella mostra normanna – elenco dei feudi delle diverse casate – del 1160. Alla fine del XIII secolo Ripattoni entra a far parte dei feudo degli Acquaviva e vi rimarrà fino alla metà del XVIII secolo. Tra il XVI e XVIII secolo subirà numerosi incendi e terremoti. In particolare il terremoto del 1703 con epicentro L’Aquila, fa registrare numerosi crolli di abitazioni. Nel 1817 Ripattoni diventa frazione di Mosciano S. Angelo fino a 1929 quando, in seguito ad un decreto legislativo, viene aggregata a Bellante. […]
Oggi, Ripattoni risulta frazione di Bellante.

Tratto da “Borghi d’Abruzzo. Ripattoni di Bellante: recupero e valorizzazione” di Serena Pezzolla
(Copie di questa pubblicazione sono disponibili presso la sede della Pro Loco di Ripattoni)


I Monumenti

Torre degli Acquaviva

Già dal 1150 l’alta torre a base quadrata svettava sul borgo di Ripattoni. Nata per scopi militari, dovuti alla posizione strategica in cui sorge, l’edificio ha subito varie trasformazioni nel corso degli anni.
Dopo essere stato inglobato nei feudi appartenenti agli Acquaviva (1279 – metà del ‘700), il borgo venne fortificato ed infatti la torre mostra una diastasi centrale che lascia pensare a una parte aggiunta, coronata da una merlatura ghibellina, tipica delle fortezze acquavivane.
A seguito della costruzione della Chiesa di San Giustino sul finire dell’Ottocento, la torre perse la sua funzione militare, diventando il campanile della parrocchia; successivamente da campanile il simbolo di Ripattoni, l’edificio diventò torre civica con annesso orologio.
Nel 1930 venne eseguito da Francesco Patella il muro di sostegno a scarpa, a causa del cattivo stato in cui versavano le fondazioni della torre, ma i lavori non previdero il ripristino della merlatura ghibellina, oggi andata perduta.

Chiesa di San Silvestro e San Giustino

Costruita nel 1882-83, in sostituzione della più antica Chiesa di San Silvestro, la quale era situata nell’attuale Largo del Belvedere, la Chiesa di San Giustino sorge ai piedi della Torre degli Acquaviva. Della vecchia struttura sono conservati al suo interno una acquasantiera e un capitello, entrambi di epoca medievale, ed anche un grande quadro della Madonna del Rosario, recante la data 1756 (forse l’anno di un rimaneggiamento). L’edificio è a navata unica, con soffitto a volta ribassata; non più presenti gli altari laterali, sono invece stati conservati gli affreschi degli anni ’30 del Novecento. Il catino absidale è decorato da immagini di Cristo e dello Spirito Santo fra gli angeli e la volta della navata presenta un dipinto recante la firma del pittore teramano Ugo Sforza datato 1937; degna di nota è la raffigurazione di un vescovo divenuto poi santo, presumibilmente Giustino, che veglia su Ripattoni dal cielo.

Palazzo Saliceti

Altro edificio di rilievo è Palazzo Saliceti, costruito tra il XVI e il XVII secolo. Il complesso risulta essere stato di proprietà della famiglia di Maria Giuseppina Ippoliti, madre  del giureconsulto e patriota Aurelio Saliceti (Ripattoni, 1804 – Torino, 1862). Riaperto e reso agibile alcuni anni dopo il terremoto del 2009 de L’Aquila, presenta al suo interno un piccolo Teatro  comunale, mentre nei piani centrali, un tempo adibiti a scuola elementare, rimangono alcuni saloni affrescati con scene mitologiche e allegoriche. Ai piani superiori, ampi saloni offrono spazio a manifestazioni, conferenze e assemblee della comunità.

Palazzo Moruzzi

L’epigrafe rinvenuta sulla chiave di volta del portale d’ingresso reca la data del 1810, molto probabilmente l’anno di edificazione di Palazzo Moruzzi. Le poche notizie sull’edificio ci informano che esso nacque come casa canonica, e che nel corso degli anni passò spesso di proprietà. Il nome proviene dalla famiglia che lo acquistò nel 1975.
Nel 1993, cessa la proprietà privata dei Moruzzi e l’edificio inizia ad interessare diverse agenzie immobiliari; ad oggi il complesso è stato sottoposto a sequestro e messo all’asta.

Scritto da Pier Renato Di Pietro